lunedì 16 settembre 2019

MONDO INVISIBILE - mostra personale di Vittorio Valente, dal 28-09 al 25-10 2019



Vittorio Valente che ha iniziato la sua carriera artistica negli anni ’80 e vanta numerosissime apparizioni in gallerie e musei, ha sviluppato un percorso artistico e creativo estremamente personale ed originale che negli anni si è sviluppato all’interno del confine di indagine del rapporto tra arte e scienza.

Con coerenza di percorso e di analisi ha concretizzato la sua visione artistica rappresentando il rapporto tra scienza, percezione ed arte e partendo dalle continue scissioni delle strutture cellulari che generano l’evoluzione dell’universo, ha creato opere artistiche minimali, sculture sensoriali, “dermascheletri” e “griglie” di materia e di colore. La sua ricerca e la sua poetica non vertono sulla figurazione, ma nella messa a fuoco dell’infinitesimale, nella struttura organica della vita e nella narrazione della potenza creativa intrinseca nella mutazione.

Valente con sguardo attento ed indagatore coinvolge lo spettatore in questo viaggio artistico emozionale all’interno della materia, del colore e dell’esperienza tattile. Le sue opere, che siano quadri o sculture sono la sintesi della tridimensionalità della materia stessa, sono morbide al tatto e grazie all’utilizzo del silicone assumono forme e pigmentazioni completamente nuove.

L’artista nella sua lunga carriera ha condotto una ricerca tecnica importante nell’utilizzo del silicone che è diventato lo strumento realizzativo ed espressivo delle sue opere, sia che si presentino sottoforma di monocromi, sia, grazie alla miscelazione con pigmenti, che creino nuove tonalità cromatiche.

La materia e il colore non sono però il suo fine, ma il suo mezzo espressivo che gli consente di parlarci di contrasti: di indagare la “morbidezza” della materia e la “durezza” della “duttilità”.

Le sue “punte molli” presenti in diverse opere, ci riportano di fatto in una dimensione ancestrale organica originale e le sue “griglie”, che si ispirano alle catene del DNA, colorate, riflettenti, morbide, delineano la logica di un’idea di progettazione artistica unitaria.

Importanti artisticamente e come riflessione di pensiero, sono suoi “guerrieri silenziosi” e la serie di opere denominate “virus installati” in cui l’artista riveste oggetti di uso quotidiano con un “dermascheletro”, che di fatto li lascia intravvedere allo spettatore, ma allo stesso tempo li sottrae al suo utilizzo e alla dimensione del reale.

Vittorio Valente che è uno degli artisti firmatari e fondatori del movimento/azione Cracking Art, partendo da una rappresentazione nelle sue opere della vita organica, è riuscito nel suo percorso artistico a giungere a una riflessione sintetica sul deterioramento culturale e sociale, sulla potenzialità della trasformazione come elemento induttivo di sviluppo e sull’equilibrio di elementi/strutture potenzialmente instabili.



BIOGRAFIA:



Vittorio Valente ha iniziato l’attività artistica nel 1986 occupandosi del rapporto arte-scienza, spaziando tra cinematografia e letteratura. Supportato in questa ricerca dall’uso del silicone, ha sperimentato nell’arco di trent’ anni la duttilità di questo materiale, apparentemente statico, da cui ha ottenuto forme e pigmentazioni assolutamente nuove In chiave di ricerca sulla connessione e sulla trasmissione d’informazione vanno le “evocazioni” che realizza nel ’90 e nel ’91 con il gruppo “Arte come evocazione” curato da Miriam Cristaldi e guidato da Claudio Costa. Nel 1993 è tra i fondatori con Omar Ronda, Renzo Nucara, Marco Veronese, Alex Angi e Carlo Rizzetti del movimento CRACKING ART. Catalogo a cura di Tommaso Trini con testi di Luca Beatrice e Luigi Spina. Modella forme plastiche tridimensionali anche quando sceglie la tela come supporto trasformandola in altorilievi solo apparentemente duri e aguzzi. Le sue opere esigono un approccio multisensoriale; le superfici dermatiche non rifiutano di essere toccate. Unendo al materiale artificiale pigmenti ad olio ottiene nuove tonalità cromatiche che lo portano, soprattutto nelle opere più recenti, a soluzioni monocromatiche: rosso, giallo e gli assoluti bianco e nero. Negli ultimi lavori si orienta verso una maggiore sintesi, astrazione e ritmo.
 




lunedì 3 giugno 2019

MATERIALS - mostra personale di Gianpiero Castiglioni, dal 08 al 21 giugno 2019


 

Gianpiero Castiglioni è un artista dalla lunga carriera il cui itinerario artistico ha sviluppato un linguaggio personalissimo, sempre nel segno della non figurazione.
L’artista presenta presso Showcases Gallery una selezione di opere che sono una sintesi stupenda tra la concezione delle forme, la loro rappresentazione e la materia, tra l’esplosione emozionale e l’intelletto disciplinato.
L’artista consapevole delle infinite possibilità al di fuori della pittura in “senso classico” ha condotto negli anni una lunga ricerca sul colore, vedasi il suo colore rosso bruciato, spesso e ricco, che diventa materia informale, e sui materiali, resine, garze, legni combusti che creano intelaiature precise ed ordinate in cui convivono le forme geometriche e le forme libere. Infatti le sue ricerche spaziano dai diversi usi di materiali organici e inorgtanici.
Nelle sue opere la materia è protagonista due volte: nella sua concretezza di mezzo espressivo e nel suo farsi soggetto, messaggio, senso complessivo, ma si trata di una insolita materia non colta nel suo essere immediato e spontaneo, ma in qualche modo indagata, e portata a livelli di tensione come a coglierne la resistenza e la segreta vitalità.
E’ una materia che riconduce a una stratificazione di memoria e di ricordi. Le sue composizioni vogliono sollecitare delle risposte estetiche e in esse l’artista si è impegnato per realizzarvi innovazioni materiche e costruirvi immagini non consuete.
Le opere di Gianpiero Castiglioni sono frutto di ricerca intellettiva, di numerosi studi preparatori e nel suo lungo itinerario artistico che parte da una matrice informale, la composizione va di volta in volta mutando ed evolvendo verso un rigore compositivo più definito.
La sua è una “pittura libera ed autonoma” rispetto ad ogni definizione di forma e se vogliamo giocare con le parole, con le forme e nelle forme. E’ un’arte dai colori e dalla forme liberamente concepite, è un’arte irrazionale con predominio di fantasia ed immaginazione, cioè POESIA.
   Palmira Rigamonti